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MESSINA

Messina è la città che ti apre la porta per entrare in Sicilia e se vuoi veramente vivere i suoi luoghi basta semplicemente fare una passeggiata a piedi. Vi auguriamo di trovare una bella giornata di sole, avrete così modo di osservare da vicino la costa calabrese (la mia terra natale), che vi sembrerà quasi di toccarla. I greci chiamarono questo tratto di terra “Zancle” (falce), per capire il motivo basta osservare la conformazione territoriale dall’alto.

Cosa vedere a Messina?
Quali sono i 10 posti più interessanti della città?
Se desideri concentrare la tua visita in una giornata (come in crociera), vediamo insieme le principali attrazioni di MESSINA. Per ognuna, troverai una breve descrizione e approfondimento della parola chiave. L’ordine che vi indicheremo, corrisponde al miglior percorso che abbiamo sperimentato personalmente. Buona lettura !! ….


-1 – Il Duomo • Basilica Cattedrale di Santa Maria Assunta – Indubbiamente l’edificio più famoso ed il principale riferimento artistico di Messina, il Duomo ha dovuto affrontare un percorso decisamente travagliato.  Venne costruito durante il regno di Giustiniano, poi trasformato in moschea dei musulmani che invasero la Sicilia e successivamente divinizzato, nel 1200, dall’arcivescovo di Masio per volontà dell’imperatore Enrico VI (il figlio di Federico Barbarossa). Non passarono cento anni che vennero attuate molteplici modifiche le quali modificarono completamente lo stile normanno. Demolito nel 1908, a causa di un terremoto che sconvolse la città, il Duomo di Messina ebbe un processo di ristrutturazione iniziato negli anni Venti che lo fece tornare alla bellezza primordiale, portando alla luce opere artistiche più antiche. Oggi possiamo ammirare dei pregevoli mosaici e monumenti funebri, con una struttura a pianta composta da tre navate e tre absidi. Personalmente vi suggerisco di ammirare le finestre quattrocentesche e il portale attribuito a Polidoro da Caravaggio. Mentre la facciata del Duomo ha un’elegante merlatura sulla propria sommità, nel portale centrale osserverete delle colonnine tortili con degli intrecci ornamentali e delle figure di santi. Infine, è da sottolineare, l’organo custodito all’interno del Duomo ed opera della ditta Tamburini. Quest’organo è di grande importanza, basti pensare che è il secondo organo più grande d’Italia (dopo quello presente al Duomo di Milano) ed il terzo più grande d’Europa. Il duomo è ubicato nel centro storico della città e dà il suo nome alla Piazza presente.

  • Basilica Cattedrale di Santa Maria Assunta – Piazza Duomo, 29, 98122 Messina

© Linedwell – Wikipedia

-2 – Orologio astronomico – Dopo aver osservato il duomo, rivolgiamo la nostra attenzione al suo campanile! Colpito da un fulmine nel 1558, fu ricostruito da Martino di Firenze, oggi il campanile ha un’altezza di 90 m ed una base di 10 m. L’aspetto sorprendente del campanile la osserviamo all’esterno dove vi è il più grande orologio meccanico astronomico del mondo, realizzato dai fratelli francesi Ungerer nel 1933. Vi consigliamo vivamente di arrivare a mezzogiorno, quando i vari automi di bronzo si muovono, per 12 minuti, sulle note dell’Ave Maria di Schubert. Il movimento delle figure ricorda gli avvenimenti accaduti nella guerra del Vespro del 1282. Il leone, fuso in bronzo e verniciato d’oro, indica il popolo siciliano vittorioso su Carlo d’Angiò ed è diventato simbolo di forza e della città di Messina. Al rintocco dell’orologio alle 12.00, avrete modo di vedere il leone che ruggisce per tre volte e muove la coda. Mentre Dina e Clarenza che furono le due eroine messinesi che aiutarono gli uomini a difendere la città, si muovono alla scansione delle ore e dei quarti d’ora.  Il gallo, lo vedete anche in foto, rappresenta l’esercito franco-papale e dopo il ruggito del leone, a simboleggiare il risveglio del gallo, si muove battendo le ali. Infine una colomba, al suono della Ave Maria, disegna un cerchio in volo. Il planetario, presente nel campanile, rappresenta il sistema solare. Al centro troviamo il sole, circondato dai 9 pianeti che gli ruotano attorno. La luna la osserviamo sopra al planetario ed è suddivisa in due emisferi (dorata e nera) a indicare le alterne fasi lunari.

  • Basilica Cattedrale di Santa Maria Assunta – Piazza Duomo, 29, 98122 Messina

-3 – Fontana di Orione – La troviamo al centro di Piazza Duomo, in foto notate infatti il duomo sullo sfondo, degno di nota che lo storico statunitense Berenson l’ha definita “la più bella fontana del Cinquecento europeo”. Il Senato messinese nel 1547, per celebrare la costruzione del primo acquedotto della città, commissionarono la sua costruzione. Venne realizzata da Giovanni Angelo Montorsoli, fu allievo di Michelangelo, intorno alla metà del XVI secolo.

Per realizzare la fontana, il Montorsoli richiese l’utilizzo dei Marmi di Carrara, essendo i più pregiati e i più belli. La fontana la possiamo raffigurare come in una struttura piramidale, dove in alto troviamo Orione fondatore della città di Messina e gigante nato da triplice paternità di Giove, Nettuno e Mercurio. Al di sotto di Orione, osserviamo il suo cane, Sirio, accoccolato ai suoi piedi. Scendendo ancora troviamo quattro puttini che cavalcano dei delfini e se guardiamo più in basso vediamo quattro naiadi (ninfee o figure della mitologia greca) e quattro tritoni (creature mitologiche con la forma di uomo dalla vita in su e di pesce dalla vita in giù, alcuni li considerano la controparte maschile delle sirene). Il tutto contornato da una grande vasca dodecagonale con quattro statue raffiguranti i fiumi: Nilo, Tevere, Ebbro e Camaro.

  • Fontana di Orione – Piazza Duomo, 98122 Messina


-4 – Chiesa della S.S. Annunziata – Una bellezza architettonica particolare ed eclettica che miscela sapientemente influenze arabe, normanne e bizantine, pur mantenendo una sua personalità ed originalità.. La pianta della chiesa, con un’alta cupola centrale , richiama lo stile bizantino presentando tre navate e tre porte, al di sopra della navata centrale troviamo il caratteristico stemma catalano a forma di rombo. Nel sottosuolo invece possiamo osservare una cripta con un altare in pietra e la volta in muratura.

Originariamente era chiamata Santa Maria di Castello a Mare, perché era ubicata all’interno delle mura della fortezza di Castellammare. Occorre ricordare che degli storici ipotizzano che la Chiesa, fu fondata nel XII secolo  sulle antiche rovine del tempio dedicato a Nettuno. Durante il periodo aragonese divenne Cappella Reale, mentre nel 400 fu venduta a dei mercanti catalani, diventando la sede della loro confraternita. Per questa ragione, oggi, viene chiamata la Santissima Annunziata dei Catalani. Infine è da sottolineare come a causa di avvallamenti causati da terremoti e incendi, la chiesa si trovi a tre metri sotto il livello stradale. 

  • Chiesa Santissima Annunziata dei Catalani, Via G. Garibaldi, 111, 98122 Messina


-5 – Chiesa S. Maria Alemanna – Fondata dai Cavalieri Teutonici, ordine voluto a Messina da Federico II di Svevia, nel XIII secolo. Questa chiesa ha una caratteristica unica, rappresenta la più alta espressione dell’arte gotica di tutta l’area del Mediterraneo ed è l’unico esempio di architettura gotico siciliana. Vista questa unicità, si potrebbe facilmente giungere alla conclusione, che la Chiesa fu costruita con l’arrivo di maestranze specializzate direttamente dal nord Europa.

Il materiale utilizzato per la sua costruzione risulta essere il marmo, il calcare con venature grigio-verdi ed il gesso con qualità rifrangenti, tanto da creare l’effetto alabastrino. L’unica e pregevole decorazione rimasta la troviamo nei capitelli, con diverse raffigurazioni a elementi floreali, talvolta commiste a mostri e figure umane.

 

  • Chiesa di Santa Maria Alemanna – Via Ghibellina 46 – 98122 Messina


-6 – Palazzo Zanca – In questo edificio oggi troviamo la sede Municipale di Messina. Il Palazzo Zanca venne progettato dall’architetto Antonio Zanca, da qui il nome, in perfetto stile neoclassico. Nella sua facciata possiamo trovare sculture legate sia alla simbologia cittadina che ad eventi cittadini importanti. Nel timpano (che potete osservare nella foto) noterete la Regina del Peloro scolpita con un tridente in mano e ai suoi lati due sirene, il tutto a simboleggiare una fiorente città commerciale e mercantile. Nel prospetto possiamo osservare due bassorilievi che raffigurano Dina e Clarenza, già viste nell’orologio astronomico, ossia le due messinesi diventate eroine perchè combatterono durante l’assedio della città da parte dell’odiato invasore Carlo I° D’Angiò. Se riuscite ad entrare all’interno del Palazzo Zanca, vi suggeriamo di ammirare la tela dell’Ultima Cena di Alonso Rodriguez oppure il busto bronzeo che raffigura Antonello da Messina, opera realizzata dal Bonfiglio.

  • Palazzo Zanca – Piazza Unione Europea – 98122 Messina


-7 – Monte di Pietà – Elegante e raffinato edificio storico, fu edificato dal 1616 su incarico dell’Arciconfraternita degli Azzurri. Venne costruito su progetto dell’architetto gesuita messinese Natale Masuccio che si stabili in vecchiaia a Messina. Alla morte del gesuita era stato costruito solamente il piano terra, mentre il livello superiore fu completato da altri progettisti che non rispettarono il progetto del Masuccio. L’edificio fu gravemente danneggiato nel terremoto del 1908, ma dovettero passare diversi decenni per essere restaurato nel 1979. Oggi potete riconoscerete il palazzo grazie alla lapide in marmo con la scritta Monte di Pietà e al meraviglioso balcone in stile barocco. Vi suggeriamo di fotografare la pittoresca scalinata nel cortile, realizzata nel 1741 su disegno dell’architetto Antonio Basile che porta al sagrato della chiesa di Santa Maria della Pietà (XVIII sec)

  • Monte di Pietà – Via 24 Maggio 153 – 98122 Messina


-8 – Galleria Vittorio Emanuele II – Galleria Vittorio Emanuele III di Messina e la Galleria Umberto I di Napoli, sono gli unici esempi di edificio con annessa galleria commerciale coperta nell’Italia meridionale. La Galleria venne progettata tra il 1924 e il 1929 da Camillo Puglisi Allegra, mentre alle decorazioni vi lavorarono gli scultori Antonio Bonfiglio ed Ettore Lovetti, i quali s’ispirarono al Settecento siciliano.

All’interno, la galleria si snoda in tre bracci confluenti, al cui centro troviamo un esagono chiuso da una meravigliosa volta a cupola vetrata. Dichiarata monumento di interesse storico artistico, oggi la galleria rappresenta un ragguardevole esempio di architettura residenziale ed è adibita a luogo di ristorazione e cocktail bar.

  • Galleria Vittorio Emanuele III – Corso Cavour 99 – 98122 Messina


-9 –Teatro Vittorio Emanuele II – Indubbiamente uno dei più importanti teatri siciliani, basti pensare che detiene il primato per numero dei posti in Sicilia. Voluto da Ferdinando II di Borbone nel 1842, il Teatro fu realizzato dall’architetto e teorico napoletano Pietro Valente, in stile neoclassico, e inaugurato nel 1852. In origine era chiamato Sante Elisabetta in onore della regina, ma venne successivamente ribattezzato Teatro Vittorio Emanuele II in seguito allo sbarco dei mille garibaldini.

Anche questo edificio subì gravi danni, a causa del terremoto, nel 1908, proprio poche ore dopo dalla rappresentazione dell’Aida di Verdi. A seguito di tali danni fu abbandonato per quasi un sessantennio, quando vennero iniziati i lavori e restaurato nel 1980, fatto degno di nota nella data di inaugurazione fu riproposta l’Aida di Verdi. Sopra il loggiato troviamo il gruppo marmoreo che raffigura “il tempo che scopre la verità”, vi consigliamo di osservare anche i bellissimi bassorilievi della facciata, in cui sono rappresentate scene della vita di Ercole. All’interno del Teatro vi segnaliamo l’intera volta del Teatro, indubbiamente un’opera di eccezionale che copre una superficie di 130 mq, decorata con storie tratte dal mito di Colapesce. L’opera è firmata dall’artista Renato Guttuso e risulta essere la più grande opera realizzata dal maestro di Bagheria.

  • Teatro Vittorio Emanuele II – Via G. Garibaldi, 98122 Messina


-10 – Madonnina del Porto – Il porto di Messina, risulta essere tra i più grandi ed importanti del Mediterraneo, basti pensare che con i suoi 10 milioni di passeggeri trasportati all’anno è il primo porto in Italia nel settore traghetti. Osservato dall’alto possiamo notare che il porto ha la caratteristica forma a falce, grazie ad un’ampia insenatura naturale nella quale ha preso forma. I messinesi sono molto attaccati al mare, al suo porto ed alla Madonnina del Porto in quanto credono che vegli su di loro.

La Madonnina del Porto è posta su una Stele votiva alta 35 m, formata da una statua di bronzo dorato alta 7 metri, che nel corso degli anni è diventata il simbolo della città. La stele, sommata al basamento, raggiunge un’altezza di 60 m, terminata la stele vi è un globo del diametro di 2,60 m sul quale poggia la statua. La statua della Madonnina del porto è stata realizzata in bronzo dorato dall’artista messinese Tore Calabrò e la possiamo trovare all’estremità del braccio di San Raineri, ossia al centro dell’ansia portuale. In realtà in quel punto vi è il Torrione dell’Antico forte San Salvatore, un tempo convento fondato dal Conte Ruggero e successivamente, sotto la dominazione spagnola, trasformato in fortezza. Sulla sua base (la vedete in foto) troviamo la frase latina “et it ism civitatem benedicius” benediciamo voi e la vostra città.

  • Stele della Madonna della Lettera – Via S. Raineri, 98122 Messina


-11 – Fontana del Nettuno – La fontana del Nettuno, risulta essere la seconda fontana realizzata a Messina da Giovanni Angelo Montorsoli, dopo la fontana di Orione (analizzata al punto 3), commissionata anche questa dal Senato cittadino. Divenne ben presto il simbolo della divinità che offre il suo mare alla città di Messina e Montorsoli la completò nel 1557. Ricordando che il Montorsoli fu allievo di Michelangelo Buonarroti, nell’osservare la fontana possiamo scorgere la grandiosità ed il richiamo allo stile michelangelesco. 

La fontana è composta dal Dio Nettuno, che è emerso dal mare e afferra con vigore il suo famoso tridente. Ai suoi piedi da lui condotti ed incatenati, troviamo i mostri marini Scilla e Cariddi. Nel 1848 a causa dei bombardamenti borbonici, furono danneggiate seriamente due statue: la statua di Scilla, venne sostituita da una copia realizzata da Letterio Subba, alla statua di Nettuno vi è una copia ottocentesca riprodotta da Gregorio Zappalà (entrambi gli originali li trovate nel Museo Regionale di Messina). 

  • Fontana di Nettuno – Via G. Garibaldi, 98122 Messina ME

 


N.B. 

Le informazioni, i prezzi, gli indirizzi, gli orari e/o qualunque altra descrizione è puramente a titolo informativo. La HappyVoyage srl non si assume la responsabilità di eventuali cambiamenti avvenuti successivamente alla stesura dell’articolo.

 


Articolo scritto da : BEVILACQUA SAMANTHA

Preparare una valigia, imbarcarsi, visitare nuovi posti; non significa viaggiare. Per me viaggiare significa provare a vedere come vive la gente del posto, emozionarmi davanti a loro, gestire con cura ogni dettaglio anche quello economico. Con lo stesso spirito e desiderio vi farò vivere la vera esperienza del Viaggiare, contattatemi. Il blog che state leggendo non rappresenta una testata giornalistica, in quanto le informazioni sono scritte senza alcuna periodicità. Non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001. Le opinioni espresse sono sotto la responsabilità dei rispettivi autori che ne hanno firmato l’articolo.

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