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Cosa vedere in Giordania con ...

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PETRA

Visitare questo sito archeologico è qualcosa di veramente indimenticabile. Indubbiamente farlo con una guida o un tour organizzato, permette di non trascurare nulla e di organizzare il giro con tutta calma. Il consiglio che vi diamo sin da subito è di essere sicuri di avere sempre con voi una borraccia d’acqua, del cibo, un bel cappello, ed un abbigliamento adatto all’occasione considerando che d’estate le temperature saranno sicuramente elevate, mentre d’inverno possono essere anche molto rigide.
Cosa vedere a Petra?
Quali sono i migliori edifici da visitare in questo sito?
Se desideri concentrare la tua visita in una giornata (come in crociera), vediamo insieme le principali attrazioni di PETRA . Per ognuno, troverai una breve descrizione e approfondimento della parola chiave. L’ordine che vi indicheremo, corrisponde al miglior percorso che abbiamo sperimentato personalmente. A differenza delle altri luoghi, qui non vi possiamo indicare una via o un indirizzo, in quanto l’immensa vallata è tutta un sito archeologico. Buona lettura !! ..

 


-1- Tomba degli Obelischi – La Tomba degli Obelischi e il triclino di Bab al-Siq costituiscono oggi un unico complesso funerario. Possiamo affermare ciò in quanto hanno un’unica scala di accesso e sono stati scolpiti con la stessa tecnica. Risulta essere la prima grande tomba che possiamo vedere entrando nella città.

La sagoma degli “obelischi”, nella parte superiore, è simile a quella egiziana dei 𝑛𝑒𝑓𝑒𝑠ℎ ossia delle raffigurazioni simboliche dei defunti, la cui responsabilità era tramandare la memoria dei morti. Lo stile architettonico classico visibile, osservando l’ornamento della facciata del triclino, arriva da Alessandria d’Egitto e si estese durante tutto il periodo nabateo.

 


-2- SIQ – questo nome arabo che significa “la gola”, fu scelto dalla popolazione beduina che abitò in questi luoghi. Ancora oggi il suo tragitto si snoda per quasi 2 chilometri, con svolte repentine a destra e a sinistra, oppure allargandosi e contraendosi tra pareti che raggiungono anche i 100 metri di altezza tanto da impedire di scorgere il cielo. Lungo questo percorso noterete: delle iscrizioni; delle piccole nicchie; così come i canali scavati nella roccia, di cui abbiamo già parlato, che raccoglievano l’acqua e la conducevano fino al centro città; ed infine avere la possibilità di camminare su una via lastricata esattamente come 2.000 anni fà!

Indubbiamente dopo un’erosione millenaria, la roccia intorno vi mostrerà un cromatismo unico al mondo che vi accompagnerà per tutto il tragitto. Mentre percorriamo questa gola non possiamo che pensare all’emozione che ci attenderà tra breve.

 


-3- Tesoro del Faraone … Khasneh el-Farun – Questo edificio è stato interamente scolpito nella roccia all’interno di un dirupo vertiginoso. I beduini lo denominarono “Il Tesoro del Faraone”, perché, secondo la leggenda locale, un potente faraone costruì questo monumento per nascondervi le proprie ricchezze, così che nessuno avrebbe mai potuto sottrargliele. In seguito, si pensa che sia diventata la tomba del più importante re nabateo Areta III.

La sua facciata mostra anche delle influenze greche, soprattutto se osserviamo lo stile delle colonne e del frontone, miscelate abilmente a delle caratteristiche tipiche degli edifici dei nabatei. La parete frontale del Khazneh ha dimensioni colossali: 25,3 metri di larghezza x 39,1 metri di altezza, scavata e scolpita interamente nella montagna ed è inaspettatamente familiare con la sua architettura occidentale classica e allo stesso tempo è stranamente esotica in questo paesaggio desertico abitato da beduini.

 


-4- Teatro – Il teatro in stile greco-romano riusciva a contenere tra i 7.000 e i 10.000 spettatori, come tutte le importanti città romane, anche Petra era dotata di un grande complesso teatrale. Fatto degno di nota i posti a sedere, che erano realizzati su più livelli, furono scolpiti direttamente nello strato roccioso di Petra.
A onor di cronaca per diversi anni si è pensato che fosse stato realizzato in epoca romana. Successivi scavi però hanno in realtà dimostrato che si tratta di un’opera in epoca nabatea. Si può confermare ciò perché, anche se il progetto deriva dall’architetto romano Vitruvio (I secolo a.C.), e dal suo trattato “de architectura”, osservando il metodo di costruzione si noterà caratteristiche nabatee, come la tipologia dei capitelli, la tecnica scultorea ed i segni sui rocchi delle colonne, scritti con lettere nabatee. Altro aspetto caratteristico del teatro, è che dalle sue 45 file di sedute, di forma semicircolare, si possono vedere le elaborate facciate ellenistiche delle tombe reali, che vedremo tra breve.

 


-5- Tomba del Palazzo – edificio, che fa parte di un complesso chiamato le tombe reali appartenenti a dei monarchi nabatei. È una bellissima imitazione a tre piani di un palazzo ellenistico. Gli esperti sono concordi nell’affermare che l’abbondanza ornamentale della facciata, la più grande di tutta Petra e scavata anche questa interamente nella roccia, risponde solamente al buongusto estetico non avendo nessuna funzione religiosa. Pensate che le sue dimensioni sono 49mt di larghezza e 46mt di altezza. Le due porte centrali sono sormontate da timpani triangolari, mentre quelle laterali presentano timpani ad arco. Veramente interessante è attraversare queste quattro porte e scendere i relativi scalini, entrando così nelle camere funerarie. Indubbiamente la miglior camera da visitare è la seconda a sinistra, dove su un lato possiamo osservare dei resti di stucco, che confermerebbero come le pareti venivano ricoperte e dipinte.

 


-6- Via Colonnata – Nel corso della storia la città di Petra crebbe, espandendosi su un’area che comprende montagne e colline. L’unica superficie piana era uno stretto corridoio situato al centro della vallata.

Fu proprio sfruttando questa striscia di terreno pianeggiante, che gli abitanti vi costruirono una lunga strada che divenne, e lo è ancora oggi, il cuore della città. Infatti gli abitanti del luogo collocarono i vari edifici come templi, mercati e negozi sui due lati della strada ai piedi delle rispettive colline. A proposito avete mai visto una tempesta di sabbia a Petra?

 


-7- Grande Tempio – entriamo in quello che fu sicuramente l’edificio più grande della città di Petra. Questo complesso fu costruito alle pendici della collina al-Katute e dedicato al culto di divinità nabatee, aveva una superfice di oltre 7500 mq, come uno stadio di calcio al giorno d’oggi. La sua costruzione fu realizzata durante il regno di Areta IV (9 a.C.-40 d.C.), che intraprese un processo di rinnovamento della città. Fu danneggiato da un terremoto e subì ristrutturazioni in epoca romana così da essere utilizzato sino al tardo periodo bizantino. Il grande tempio non aderisce alle regole dell’architetto romano Vitruvio, bensì nella sua architettura notiamo lo spirito eterogeno dei nabatei, che è resa ben evidente nei capitelli con teste di elefante.

 


-8- Qasr al-Bint – Nel I secolo d.C. nella valle che costeggia la montagna al-Habis, fu consacrato il tempio di Qasr al-Bint probabilmente alla più importante coppia di dei nabatei: Dushara e la sua consorte, la dea al-Uzza. Il monumento è quasi quadrato ed è posto su un podio ad un’altezza di 23 metri. Qasr al-Bint è un tipico tempio ellenistico in cui solo i sacerdoti potevano entrare all’interno mentre i fedeli rimanevano all’esterno nell’area sacra, dove potevano offrire sacrifici animali. Vi si accede da una rampa di 26 gradini in marmo e quattro colonne corinzie ricoperte di stucco. Tre lesene decoravano la facciata settentrionale.

Fatto degno di nota, i templi di Petra non hanno il nome del dio in onore del quale sono stati costruiti. Allora che origine ha il nome Qasr al-Bint? Ebbene i beduini, estasiati per l’imponenza di questo edificio, diedero origine ad una leggenda che tramandandosi fino ad oggi ha finito per dare il nome al monumento. “Qasr al-Bint faraun” vuol dire “Palazzo della figlia del faraone” e la leggenda narra che questa era la residenza della figlia di un potente faraone, che promise di sposarsi con l’ingegnere che sarebbe riuscito a portare acqua fino al palazzo e difatti vicino ad essa sono stati trovati diversi canali d’acqua.


-9- Monastero – in arabo “Al Deir”, insieme al Tesoro è il monumento più importante di Petra. Osservate infatti la sua immensa facciata di 46,7 m di larghezza x 48,3 m di altezza! Pensate che il Monastero fu costruito scavando un lato della montagna per una profondità di 15 metri, ed è grazie a questo immenso lavoro che per secoli è stato riparato dall’erosione causata dal vento. Secondo gli studiosi, questo monumento, dovrebbe aver avuto delle finalità religiose ed il piedistallo situato nella nicchia all’interno si presuppone sia la base su cui si poggiava il betilo ossia una pietra a cui si attribuisce la dimora della divinità. Qui state osservando una moneta di bronzo dell’antica Grecia raffigurante sulla destra la pietra o betilo.
A conferma delle sue finalità religiose, nelle vicinanze della struttura è stata scoperta un’iscrizione in cui si parla di “Oboda, il dio”, lo vedete ritratto in questa dracma d’argento. Questo fà supporre che abbiano divinizzato il loro re e venerato presso questo luogo. A maggior ragione se si pensa che durante l’era bizantina la struttura divenne una chiesa.


-10- Piccola Petra – in arabo “Siq al-barid” si trova a 9 km dalla città di Petra, e benché sia stato dato questo nome, in realtà era una cittadina molto diversa da quello di Petra. Si sviluppa per 350 metri con strettoie e ampi slarghi. Qui vi era una forte densità abitativa con case scavate nella roccia, templi e triclini. In questo sito noteremo incredibili scalinate scavate nella roccia che si intagliano nelle pareti della gola che conducono a vicoli come se fossero su più piani. In epoca nabatea questa cittadina era una comunità fiorente, come state vedendo ora, ed ancora oggi possiamo trovare delle testimonianze incredibili. Ora state osservando l’unico dipinto nabateo arrivato a noi oggi, in cui vi sono delle immagini relative al consumo del vino e che forse riflettono l’adorazione a Dioniso, il dio del vino greco. Nel dipinto si notano tre specie di uva e due uccelli nonché alcuni putti che suonano il flauto.


N.B. 

Le informazioni, i prezzi, gli indirizzi, gli orari e/o qualunque altra descrizione è puramente a titolo informativo. La HappyVoyage srl non si assume la responsabilità di eventuali cambiamenti avvenuti successivamente alla stesura dell’articolo.


Articolo scritto da: INCICCO LUCA

Viaggiare è come sognare: la differenza è che non tutti, al risveglio, ricordano qualcosa, mentre ognuno conserva calda la memoria della meta da cui è tornato (Edgar Allan Poe). Col desiderio di rendervi il ricordo più piacevole possibile, mi sono sempre impegnato nel realizzare e creare il viaggio dei vostri sogni !! Leggete uno dei miei articoli o contattatemi qualora desiderate fare un viaggio.
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