Il nome di Dio nel Piceno. Il Tetragramma in Ascoli e non solo

Ascoli Piceno – Il nostro articolo sul tetragramma, ovvero il nome di Dio a Ripatransone ha suscitato parecchia curiosità e interesse tra i nostri lettori. Per questo proponiamo loro altri siti artistici della provincia di Ascoli Piceno dove compaiono ugualmente le quattro lettere ebraiche del nome divino corrispondenti a YHWH.

Pinacoteca Civica Ascoli Piceno – Quadro: “Presentazione al Tempio”

Proprio nel capoluogo, Ascoli Piceno troviamo un altro Tetragramma: nella Pinacoteca Civica, nel quadro ”Presentazione al tempio” del pittore ascolano Ludovico Trasi (1634-1694). Nel turbante bianco del Sommo Sacerdote risaltano abbastanza bene le quattro lettere ebraiche del nome di Dio.

Ma c’è un altro sito dove è presente o almeno lo era in passato il nome divino, in questo caso nella forma “IAHWEH”. E’ stato proprio un nostro lettore a inviarci la foto (sopra) relativa il leggio della chiesa dell’Immacolata Concezione di via Solderini. Iniziata nel 1781, la chiesa fu apertamente al culto nel 1795. La facciata in travertino, a doppio ordine, fu opera dello svizzero Pietro Maggi; mentre all’interno degni di nota sono gli affreschi di Egidio Coppola, Nicola Monti, Agostino Cappelli e Dino Ferrari. Sotto il nome divino compare la frase “Parola di Dio” e il disegno di alcune montagne, presumibilmente il Sinai visto che si intravedono le due tavole dei Dieci Comandamenti. La foto risale a una ventina di anni fa; da quel che ci risulta, visto che l’accesso alla chiesa è possibile solo l’8 dicembre, attualmente al posto del nome c’è una semplice piastra di marmo. Secondo i carabinieri del Patrimonio Artistico di Ancona interpellati dal nostro lettore, il pannello dovrebbe risalire ad alcuni decenni fa, forse al primissimo dopoguerra.

Chiesa di S.Agostino – Monterubbiano

Chiudiamo con un altro sito artistico, anche se sconfiniamo nella provincia di Fermo, precisamente a Monterrubbiano nella chiesa o prepositura di Sant’Agostino. Fondata nel 1266 l’edifico venne ristrutturato tra la fine del ‘700 e l’inizio dell’800; infatti ne conserva le forme neoclassiche del periodo. Sono custodite, tra le altre, alcune opere di Vincenzo Pagani, pittore del ‘500 i cui affreschi sono presenti in molte chiese della zona. Anche qui è evidente se si alza lo sguardo verso la volta sopra l’altare, il Tetragramma.

Forse non tutti sanno che il Tetragramma compare in centinaia di chiese italiane, ed europee. I luoghi più noti dove è stato dipinto o affrescato il nome di Dio o vi sono opere che lo raffigurano, sono la Basilica di San Pietro in Vaticano, precisamente sulla statua di Clemente XIII, nella chiesa di San Marco a Venezia, nel Duomo di Siena e in quello di Milano.

A proposito di quest’ultimo la grafia che compare su una vetrata è quella di IHAVE. In altre chiese compare JEOVA come nella chiesa di San Lorenzo a Parma. Da qui la disputa teologica che si trascina ancor oggi su quale sia la giusta pronuncia di YHWH, andata perduta nel corso dei secoli. Alcuni studiosi propendono per Yhawhè, mentre altri preferiscono la grafia Geova visto che quest’ultima è in uso da secoli nella lingua italiana e utilizzata da diversi religiosi, musicisti e letterati come Giuseppe Verdi e Giosuè Carducci. Anche in tempi moderni la forma Geova è stato utilizzata nei libri e opere di Indro Montanelli, Roberto Gervaso, Elsa Morante e Umberto Eco. In particolare oltre che in opere di saggistica, Eco usa il nome Geova nei romanzi Il Pendolo di Focault e nel celeberrimo Il Nome della Rosa.

Nella Bibbia il Tetragramma ricorre quasi 7.000 volte ed è il nome più riportato in assoluto, all’interno di tutto il testo sacro.


Foto della Chiesa di Sant’Agostino (Monterubbiano) – Tratta da TripAdvisor
Foto del quadro “Presentazione al tempio” (Ascoli Piceno) – Tratta dal catalogo Regione Marche

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on Apr 30, 2019

Giornalista e pubblicista

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